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Mortalità neonatale nel cane
1 lug 2016 alle ore 18.36
Più o meno quindici giorni orsono sono andato a vedere al quagliodromo una gara di cani su quaglie (gara, non prova ENCI!).
Come sempre qualcuno mi ha fatto qualche domanda banale, vaccinazione, trattamenti antiparassitari, non ricordo.
Il giudice, molto gentile, mi chiede: “È veterinario? Posso farle una domanda? Le ultime volte che ho fatto coprire le mie cagne sono morti tutti i cuccioli nei primi giorni di vita. Perché? Cosa posso fare?”
Non mi occupo di cani ma di animali da reddito ma ... sono curioso!
Sugli animali da reddito quello che importa è il gruppo, la mandria, la redditività. Non è difficile portare i morti a un Istituto Zooprofilattico, arrivare a una diagnosi abbastanza precisa delle infezioni circolanti e provvedere a mettere in atto le corrette e specifiche norme di prevenzione.
Nel cane il problema grosso è che i “normali” allevatori amatoriali fanno 1-2 cucciolate all’anno e spesso le cagne vivono in ambienti diversi. Fare diagnosi sulle cause di morte di una singola cucciolata non permette né di salvare qualche soggetto (i tempi di laboratorio sono troppo lunghi per riuscire a curare gli ultimi soggetti che si ammalano) né a ipotizzare che quello che è successo con una cucciolata possa o debba ripetersi in un’altra.
Altro problema importante è che con queste morti “improvvise” non ci sono sintomi specifici che possano indirizzare verso una patologia o un’altra. Da ultimo è un tipico vizio dei cinofili non far seguire la gravidanza e il parto da un veterinario.
Le mie ricerche su internet portano alla conclusione che tali morti neonatali che seguono spesso la nascita di cuccioli poco vitali (con evidenti difficoltà già nella prima ora) possono essere dovute ad infezioni da Herpes virus o a setticemie.
Rimaniamo, quindi, con enormi dubbi: che fare? Come evitare la perdita della cucciolata che magari vale 4-5000€ e mi è costata 1000€ di monta?
Cucciolata, inoltre, sulla quale spesso baso la speranza di divertimento per i prossimi anni? È cosa non da poco!
Qualcosa da fare c’è.
Iniziamo a pensare alle cose banali, quelle che dovremmo fare sempre!
1.    Pulizia e disinfezione del locale in cui metteremo la cagna a partorire
2.    La temperatura del “nido” durante la prima settimana dovrebbe essere di circa 28 gradi centigradi. In primavera spesso le giornate sono calde ma le notti?
3.    Disinfettiamo con attenzione (tintura di iodio o clorexidina) il cordone ombelicale che può essere una facile via d’ingresso dei microbi
Fatto tutto? Bene! Adesso osserviamo attentamente i cuccioli: devono iniziare a succhiare il latte materno subito! È con il primo latte che prendono gli anticorpi che permetteranno di sopravvivere nelle prime settimane di vita mentre si organizzano per produrli da soli.
Se non succhiano voracemente possono già avere problemi quindi:
a.    Controlliamo che le mammelle della cagna producano latte
b.    Controlliamo che la cagna, soprattutto primipara, accetti di allattare
c.    Somministriamo uno sciroppo di acqua e zucchero per dare energia e riescano a succhiare il capezzolo
d.    Impostiamo una prevenzione con amoxicillina + acido clavulanico per 5-7 giorni con uno sciroppo orale (chiedere al veterinario i dosaggi) per evitare il rischio di setticemie e abbattere eventuali batteri presi nell’utero o nel canale del parto
e.    Somministriamo fermenti lattici per equilibrare gli effetti negativi che l’antibiotico può avere a livello intestinale
Fatto tutto ciò rimane il problema dell’Herpes virus.
Esiste in commercio un vaccino. La ditta produttrice consiglia una vaccinazione all’accoppiamento e il richiamo circa 15-20 giorni prima del parto per avere la massima concentrazione di anticorpi disponibili alla nascita della cucciolata.
Mi risulta che l’Herpes virus potrebbe dare anche problemi nella gravidanza come aborti, riassorbimento, parto di cuccioli non vitali. Per questo motivo, ragionando in termini generali, forse preferirei una doppia vaccinazione prima dell’accoppiamento: la prima circa 20 giorni prima del presunto calore, la seconda alle prime perdite di sangue del calore.
È solo una mia idea è, credo, il vostro veterinario potrà consultare i tecnici della Ditta produttrice e consigliarvi al meglio.
Fatto tutto ciò non garantisco che non muoiano più i cuccioli neonati ma avremo fatto quello che è possibile per evitarlo!

                                                                                Dott. Carlo Gastaldi

A cura di Redazione Sito
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