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L'eredità dei "Val Di Chiana": Leonardo Bischi si racconta
17 giu 2016 alle ore 20.28
Abbiamo intervistato per il sito passionesetteringlese.it  Leonardo Bischi, erede dell'allevamento setter inglesi con affisso dei "Val Di Chiana", nonchè conduttore, successore delle prove in Grande Cerca del grandissimo compianto Ademaro Scipioni.

"Chi era Bischi prima di conoscere A. Scipioni?"


"Ero un semplice ragazzo cacciatore, appassionato di cani e con l'aumentare della passione mi trasformai in un cacciatore cinofilo.
Ho iniziato con le prove cacciatori, adoperandole come trampolino di lancio per affacciarmi al mondo della cinofilia.
Poi proseguii con le attitudinali a quaglie, pochissima caccia pratica, passando quasi subito alla caccia a starne e nel contempo mi dilettai anche nelle classiche a quaglie, ottenendo risultati soddisfacenti per un privato, piccolo allevatore".

"Come nasce l'intreccio tra te e Scipioni alla luce dell'eredità ricevuta?"


"L'intreccio nesce per merito di Vega con il quale accoppiai la mia Picenum Facola.
Da lì iniziò a crearsi un rapporto, che progressivamente da una semplice confidenza divenne una forte amicizia, basata sulla stima, sul rispetto, gli stessi modi di vivere la cinofilia e i cani.
L'amicizia divenne più profonda con la sua malattia in quanto riuscii ad andare con lui ad allenare, perchè le sue trasferte erano diventate più brevi pertanto riuscivo ad organizzarmi con il lavoro.
Vedendo la mia passione e la mia serietà riguardante il setter inglese decise di affidarmi 40 anni del suo lavoro, cioè la sua vita".

"Ad un anno di distanza della morte di A. Scipioni come rivisiti il tuo rapporto con lui?"


"Ad un anno di distanza dalla sua morte vivo dei momenti di malinconia ricordando le belle giornate trascorse insieme a momenti di profonda tristezza perchè vorrei averlo al mio fianco.
Nonostante tutto, il suo pensiero mi rende forte e mi dà la forza necessaria ogni giorno, per poter vivere il mio sogno".

"Il patrimonio genetico dei "Val Di Chiana": ricchezza e povertà?"


"Sicuramente una grandissima linea genetica che racchiude in essa ottime caratteristiche stilistiche, venatorie, strutturali e trailleristiche.
Tale genealogia è stata creata da Ademaro a partire dal grande Negus, che ha dato una svolta importantissima al setter inglese, infatti lo troviamo in quasi tutti i certificati dei setter moderni, fino ad arrivare alla creazione di due linee genetiche rappresentate da Kapo' e Vega.
Vivendo ogni giorno a stretto contatto con soggetti Val di Chiana mi sento di affermare che tale genetica non ha elementi di povertà rilevanti".

"Il tuo bilancio agonistico,familiare e sociale dopo un anno in Grande Cerca?"


"Il mio bilancio agonistico è certamente positivo, avendo raggiunto risultati importanti con tutti i miei cani, avendo dimostrato che sono soggetti di livello. Sono molto soddisfatto del lavoro di preparazione svolto e del livello di comprensione raggiunto.
La mia famiglia mi ha supportato in ogni momento, superando insieme i momenti difficili, dandomi quella motivazione in più per affrontare il nuovo lavoro.
Nell'ambito sociale come diceva il mio maestro, noi che viviamo di sogni, passioni e sensazioni siamo dei disadattati sociali, ma ciò non mi dispiace pur di vivere il mio sogno".

"Quale è il destino secondo te della Grande Cerca alla luce delle trasformazioni dell'ambiente agricolo e delle condizioni agricole?"


"Sicuramente è un problema da non sottovalutare.
Con l'avvento della meccanizzazione dell'agricoltura, del benessere e dello sviluppo economico il rischio è imminente.
Bisognerebbe cercare con tutte le forze politiche, economiche e sociali che compongono questo nostro splendido mondo cercare di anticipare i tempi e salvaguardare alcune grandi zone dove poter ancora per tanti anni svolgere un lavoro di selezione sulle nostre amate razze da ferma attraverso gli splendidi terreni ricchi di starne che abbiamo".

"Croce e delizia del mondo delle prove secondo Bischi?"


"La sensazione è di sentirsi nel breve periodo dalle stelle alle stalle e viceversa.
Una battaglia continua dove emerge il grande uomo e il grande cane.

"Il tuo cane ideale?"


"Il cane che senti collegato anche ad un Km di distanza legato a te con un impercettibile filo di connessione celebrale.
Il cane che domini il terreno qualsiasi esso sia".

"Quale è il cane che vorresti non ti fosse mai affidato?"


"Nessuno. Ogni cane ha qualcosa da impararti".

"Che cosa vorresti ti riservassi il futuro?"


"Non penso al futuro, lavoro il presente per crearmi il mio futuro".

"Leo, io ti faccio un grande "In bocca al lupo" e ti ringrazio per l'intervista concessa".


Foto copertina:L. Bischi agli allenamenti
Foto testo da sinistra:Bischi alle origini con Chirone e Cauma; Bischi con Scipioni; Bischi con Scipioni quasi agli esordi; Bischi allo sgancio di Cauma; Bischi allo sgancio del giovane pupillo Poldo Di Val Di Chiana
                     
                                                                  Servizio di Giuseppe Renella

A cura di Redazione Sito
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