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Facciamo una cucciolata! (Seconda parte)
20 apr 2015 alle ore 20.24
Nella prima parte di questo mio, forse prolisso, articolo siamo arrivati all'accoppiamento. 
Ci beviamo un bicchiere in compagnia del proprietario del maschio, carichiamo la cagna in macchina e torniamo a casa.
Inizia la fase della gravidanza. Checché ne possa pensare qualche signora, al primo figlio in età matura, la gravidanza non è una malattia!
Gli animali gravidi  possono condurre una vita normale purché ci si preoccupi di non sottoporli a sforzi e stress eccessivi.
Un paio d'ore in campagna di sicuro sono benefiche, un'intera giornata di caccia magari al freddo o nello sporco fitto secondo me dovrebbe essere evitata.
Durante questa importante fase fisiologica la cagna sia alimentata con particolare attenzione fornendo tutte le componenti alimentari (proteine, vitamine, sali ecc) necessari ma senza abbondare troppo!
I ginecologi umani seguono con estrema attenzione la crescita di peso delle future mamme che non dovrebbero prendere troppi chili durante la gravidanza.
Laverack diceva che la fattrice deve essere "piuttosto magra che grassa".
Le femmine che arrivano eccessivamente sovrappeso al parto potrebbero avere difficoltà nell'espulsione dei cuccioli e alterazioni del metabolismo che influenzano negativamente, nel post partum,  sia la salute stessa della madre sia la produzione di latte.
Nella vacca per esempio è codificata la "sindrome della vacca grassa" con chetosi ipocalcemia ecc.
È una malattia estremamente costosa per l'allevatore!
Nella gravidanza la femmina deve essere "serena".
In campo umano è dimostrato che i figli percepiscono gli stati d'animo della madre già prima della nascita e che situazioni positive favoriscono la formazione di bambini "migliori".
Come uomini facciamo molta fatica a considerarci animali ma, credo, nelle cose essenziali la nostra fisiologia non si discosta di molto da quella degli altri mammiferi per cui penso che ciò che ha valore per l'uomo spesso può avere significato, anche se minore come importanza, anche per i nostri animali.
Nel cane non cerchiamo una semplice crescita per la produzione di cibo (non lo mangiamo ne lo mungiamo!) ma piuttosto un rapporto affettivo e/o di collaborazione per cui dovremmo fare caso a quanto possa semplificare o rendere difficile il "rapporto" fra i nostri cuccioli e l'uomo.
Anche nelle specie di interesse zootecnico viene sempre più posta attenzione all'impatto fra animali e personale addetto: nel maiale esistono differenze di crescita statisticamente significative fra animali "coccolati" e altri trattati con indifferenza!
Potrebbe essere una buona idea verso i 40-45 giorni di gravidanza far fare una ecografia se non altro per conoscere il numero di cuccioli: normalmente non è necessario, tranne che per alcune razze come i Bull dog  inglesi, l'assistenza al parto di un  veterinario, quindi conoscere in anticipo il numero dei cuccioli ci aiuta a sapere se esistono problemi di parto come ad esempio un cucciolo che si mette di traverso ed impedisce la nascita degli altri.
Nel caso di problemi di parto, se non si è particolarmente esperti, è sempre meglio rivolgersi subito ad un serio veterinario.
Anche tale evento deve essere previsto ed organizzato.
63 giorni dopo l'accoppiamento arriviamo al parto. 
Ci accorgiamo che la cagna inizia a preparare il "nido", è nervosa, gira su se stessa, magari non mangia.
Ci attendono ore emozionanti!
Ci saremo già preparati fornendo alla nostra cagna una sala parto confortevole e adeguatamente pulita e disinfettata.
È importante che la femmina sia in un ambiente che conosce, possibilmente a sufficiente distanza dagli altri cani che potrebbero infettare i cuccioli, il pavimento della "cuccia" (senza tetto in modo che si possa eventualmente intervenire) sarà ricoperto di coperte (da cambiare a fine parto) che fornisca tepore e morbidezza.
Mi preoccuperei anche di predisporre una lampada di quelle che si usano per i suinetti: i piccoli hanno bisogno di una temperatura elevata nei primi giorni, e nelle prime ore in particolare, mentre la madre sta bene a temperature intorno ai 20°.
Nel caso che tutto proceda in modo normale l'unica preoccupazione è quella di assicurarci che tutti i cuccioli si attacchino rapidamente alle mammella e prendano una quantità di colostro sufficiente.
Il colostro è il prodotto della mammella nelle prime ore dopo il parto.
È un liquido diverso sia come aspetto che come composizione dal latte vero e proprio: lo scopo del colostro è quello di fornire ai piccoli gli anticorpi necessari.
Tanto prima i piccoli lo assumono tanto maggiore sarà il quantitativo di anticorpi che passano direttamente nel sangue, dopo solo poche ore l'intestino del piccolo cambia e gli anticorpi rimarranno al suo interno.
Una madre con un buon patrimonio anticorpale (e la nostra c'è l'ha perché l'abbiamo vaccinata) fornirà difese sufficienti a non far ammalare il cucciolo per 2 mesi abbondanti!
La cagna è sana, i cuccioli dormono e succhiano: non ci sono problemi!
Unica cosa importante da controllare con regolarità e che non si formino mastiti (infiammazioni della mammella) nel qual caso la cagna mostrerà dolore quando i cuccioli si attaccano, la mammella sarà rossa e calda, probabilmente avrà la febbre e, soprattutto, anche se non lo vediamo, il latte sarà in  quantitativi ridotti e di cattiva qualità.
I cuccioli rischiano addirittura di morire di fame o almeno cresceranno poco.  In questo caso è importante rivolgersi rapidamente al veterinario che definirà la terapia migliore.
Passano i primissimi giorni in cui è opportuno lasciare la famigliola il più tranquilla possibile.
I primi mesi di vita sono fondamentali per la costruzione della psiche dei giovani.
In campo umano Sigmund Freud cent'anni fa o giù di lì ha convinto il mondo scientifico che la maggior parte dei problemi psicologici di una persona originano nell'infanzia; alcuni decenni dopo Konrad Lorenz padre dell'etologia  (la psicologia degli animali) ha dimostrato che nelle prime fasi di vita degli animali si costruisce la capacità di interagire correttamente con gli altri soggetti (imprinting).
I nostri cani, soprattutto da lavoro, non solo devono imparare a convivere con gli altri cani (per far ciò sicuramente le cure della mamma sono sufficienti) ma devono imparare anche a vivere con l'uomo, a collaborare con lui.
Devono acquisire autonomia di comportamento all'interno delle regole che gli impone l'uomo.
Il nostro mondo è fatto di mille rumori, anche violenti come il colpo di fucile, che non devono creare ai nostri cani particolari paure.
Reputo che un cucciolo che cresce in un ambiente idilliaco, estremamente tranquillo e senza stimoli esterni potrebbe trovarsi in difficoltà una volta che venga trasferito in una situazione "normale".
Un soggetto,  invece, che cresce a contatto stretto con la famiglia del padrone con tutti i rumori che la caratterizzano (dal chiasso dei bambini, alla padella che cade, al rumore della macchina, al film in televisione) può imparare, anche solo dal comportamento tranquillo dell madre, ad accettare un po' tutti i rumori con serenità.
Sarà anche opportuno che già dai primissimi mesi di vita impari a fidarsi dell'uomo.
Avrà purtroppo mille occasioni, crescendo, per imparare a sospettare di noi. Se almeno il suo imprinting sarà favorevole potremo sperare in un soggetto che definiremo "equilibrato".
Per quale altro motivo Giulio Colombo scriveva "fino ai sei mesi i cuccioli siano di pertinenza di una sottana"?
Le donne, naturalmente, sanno curare meglio i piccoli di ogni specie rispetto all'uomo.
Probabilmente la differenza sta nel fatto che la donna agisce bene coi piccoli  già istintivamente mentre l'uomo "cerca" di imitarla guardandola, imparando e razionalizzando.  
In campo zootecnico molti studi dimostrano che le donne hanno risultati molto migliori degli uomini nella cura dei suinetti e  dei vitelli.
Fidiamoci ed affidiamo, se possibile, la cura dei cuccioli alla moglie o alla mamma!
Nel primo mese di vita è fondamentale effettuare il primo trattamento antiparassitario.
Le tenie in questa fase non sono importanti; al contrario gli ascaridi  (vermi a forma di spaghetto) infestano praticamente tutti i cuccioli.
Altro parassita che potrebbe avere importanza è la giardia.
Sono sempre dell'idea che debba essere il veterinario a scegliere i farmaci da utilizzare.
Se, comunque, si vuole agire da soli tenete presente quanto scritto sopra e scegliete un farmaco a tossicità bassissima come ad esempio il fenbendazolo.
Senza farsi prendere da paranoie bisogna sempre cercare di tenere i cuccioli in un ambiente "pulito".
Le virgolette sono necessarie in quanto non penso che si debbano tenere i cuccioli in un ambiente come il salotto di casa, scopato e lavato tutti i giorni. Mi interessa che l'ambiente, per quanto possibile, sia pulito da microrganismi che possano far ammalare i cuccioli.
Ho già scritto che devono nascere in un ambiente preventivamente pulito e disinfettato; ora facciamoli crescere in un ambiente salubre, con la possibilità di godere del sole, ben areato,  con un pavimento facilmente lavabile e non scivoloso.
Separato, se possibile, anche fisicamente dal resto del canile.
Le fonti di infezione più comuni possono essere cani adulti, altre cucciolate di provenienza esterna e di cui non conosciamo la storia sanitaria, i topi, le mosche, le zanzare, tutti i parassiti esterni etc.
Sono assolutamente fanatico della "profilassi diretta" cioè di tutti quei sistemi, che vanno dalla pulizia alla disinfezione passando per una buona circolazione dell'aria, che permettono di ridurre al massimo il quantitativo di microrganismi e parassiti.
Non basta un solo virus o un solo batterio per provocare malattia! Devono coesistere una buona carica infettante e un abbassamento delle difese naturali dell'animale.
Arriviamo ora alle vaccinazioni.
Un primo concetto di base: un vaccino agisce come una infezione controllata. Stimola l'animale a produrre anticorpi senza dare, però,  malattia.
Gli anticorpi sono specifici ed agiscono solo nei confronti di quella singola infezione.
Anche vaccinato bene l'animale non è protetto contro "tutto" per cui si può ammalare per infezioni diverse!
Il quantitativo di anticorpi prodotti dipende dalle caratteristiche del vaccino e dalla capacità dell'animale di rispondere!
Un bel casino, vero?
Quando vacciniamo un cucciolo, inoltre, sappiamo che il vaccino interagisce con gli anticorpi materni e li "blocca" rendendoli non disponibili per combattere una eventuale infezione che dovesse succedere nel frattempo, allo stesso tempo gli anticorpi materni bloccano "parzialmente" il vaccino rendendolo meno disponibile per produrre anticorpi.
Ho sempre consigliato di iniziare le vaccinazioni con la parvovirori a partire dal l'ottava settimana di vita.
Nelle situazioni che ho potuto verificare c'è stato un miglioramento rispetto a prima con vaccinazioni su animali di poche settimane di vita!
Ieri, per non rischiare di dire scemenze, ho consultato un amico vero professionista in questo campo e....come spesso succede....al posto di semplificarmi la vita me l'ha incasinata!
Ha iniziato, giustamente, a parlare di titolazione del vaccino,  di situazione epidemiologica......
Un concetto che mi ha colpito è che in situazione di particolare gravità, con in allevamento una mortalità del 50% dei cuccioli per parvovirosi, si può intervenire con un vaccino ad alta titolazione (testato sul cane) a partire dalla quarta settimana di vita dei cuccioli con una "raffica" di vaccinazioni distanziate di 21 giorni fino alla 16° settimana (in pratica settimane: 4-7-10-13-16).
In generale,  se sono rispettate le norme igienico sanitarie di cui ho scritto sopra, e non coesistono troppe cucciolate, credo che uno schema vaccinale che parta all'ottava settimana con un buon vaccino monovalente, richiamato all'undicesima e quattordicesima settimana con un trivalente (parvo,  cimurro epatite) possa soddisfare le esigenze della maggior parte dei piccoli allevatori.
Vaccineremo per la leptospirosi più avanti come pure per la rabbia ed inseriremo altri vaccini a necessità!
Una breve nota: il vaccino deve/dovrebbe essere gestito dal veterinario sia perché è un obbligo di legge, sia perché solo un buon professionista che conosca la situazione specifica può definire lo schema vaccinale migliore nell'allevamento sia perché un libretto vaccinale timbrato e firmato dal veterinario è una presentazione migliore per il cliente.
Intorno ai 60 giorni di vita i cuccioli verranno separati dalla mamma e già in precedenza li avremo abituati a mangiare alimenti solidi autonomamente.
Ciascuno di loro inizierà la sua nuova vita, qualcuno verrà  coccolato come è più di un bambino, altri vivranno in canile ma se avremo fatto bene il nostro lavoro quasi tutti daranno soddisfazione ai nuovi proprietari?

                                                                                Dott. Carlo Gastaldi

A cura di Redazione Sito
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